i fumatori…

circa un mese fa ho provato a smettere di fumare… poi, purtroppo, in un momento di debolezza ci sono ricaduto… perché vi racconto questa cosa? perché girovagando per la rete mi è caduto l’occhio su questo… e ho riso veramente di gusto… io voglio smettere… e ci riproverò… ma bisogna sempre avere la forza di non prendersi troppo sul serio e provare a guardare le cose da punti di vista diversi… come il seguente…

Claudia era quel genere di ragazza che si ostina a ripeterti che a forza fumare finirai con l’ammalarti e poi fa l’ingoio ai negri della stazione.

Che in termini di ipocrisia intellettuale è paragonabile solamente a colui che guarda la pagliuzza nell’occhio del suo prossimo e poi fa l’ingoio ai negri della stazione.

Le procurava visibile soddisfazione sfilarmi con un rapido movimento la sigaretta di bocca e sbriciolarla davanti ai miei occhi, con la stessa espressione compiaciuta di un bambino down che si è appena infilato un lego nel sedere. O un bambino normale, per carità. Un bambino normale di dimensioni adeguate ad entrare nel sedere di un bambino down.

Ottima  trovata, Claudia. Indurmi a smettere di fumare privandomi di una delle marginali sigarette della mia stecca di Marlboro: che stratagemma ingegnoso. Qual è la tua prossima mossa, rubarmi il naso? Tredici anni di severo e rassegnato tabagismo per realizzare un giorno che la soluzione era sotto i miei occhi. E mi duole che tu non possa percepire la gratitudine che nutro nei tuoi confronti, mentre ti allontano a calci nel culo da casa mia.

Non ho niente contro i non fumatori, sia chiaro: avete i vostri spazi incontaminati all’interno dei quali mi sta bene che siate marginati e in cui vi lascio soli ad ordinarmi un antipasto di fritti, mentre vado fuori a fumarmi una Camel con la vostra ragazza. Confinati nella gabbia di salubrità che vi siete creati, mentre attraverso il vetro cercate di seguire il labiale della vostra donna che intrattiene con me divertentissimi discorsi da fumatori.

Ciò che piuttosto mi inquieta è il deliberato sadismo con cui questi spietati nemici della nicotina esercitano consolidate forme di violenza psicologica sui tabagisti, facendosi scudo dell’ipocrita pretesto di farlo per il tuo bene. Rientra perfettamente nel quadro delle brutali repressioni socio-culturali di cui la storia è stata sgomenta spettatrice. Mi riferisco alla coercizione ideologica della Cina maoista, alle persecuzioni anticomuniste del maccartismo d’oltreoceano, alla selvaggia caccia ai braccianti omosessuali della Spagna di Franco.

Sì, l’ultima me la sono inventata.

Parlo di quell’aria inquisitoria con cui ti chiedono quante sigarette fumi al giorno, quasi potessero fare una rapida stima mentale degli anni di vita che ti rimangono. Non so dirvi, davvero. Ne fumo venti. Ne fumo trenta. Ne fumo sessanta. Ho un fottuto negro in giardino che mi coltiva tabacco che faccio essiccare da un bue ed un asinello. Quale cifra appaga il vostro smanioso bisogno di sentirvi più assennati e, se dio vuole, migliori di me?

“Manchi di rispetto al tuo corpo, Qualcosa”.

Pisciami sul ventre e strizzami forte i capezzoli, baby.

Nell’attribuzione dei ruoli, la distinzione tra buoni e cattivi in tema di tabagismo è inequivocabile e manichea: fumare è sbagliato e non dà adito a nessuna attenuante di sorta. Un uomo può aver violentato un bambino perché da piccolo ha subito maltrattamenti o perché è stato accusato di plagio da Al Bano. Una ragazza può venire sgozzata per un gioco erotico sfuggito al controllo o per permettere a Vespa di farci una puntata. Un fumatore non può invece nascondersi dietro nessuna cazzo di scusante. Persino Priebke se la sarebbe cavata, se non fosse saltata fuori la storia della pipa. Sul serio, decisiva per la comminazione della sua pena fu la messa agli atti di un resoconto della Gestapo in cui si descrivevano minuziosamente le raccapriccianti sevizie che l’ufficiale nazista perpetrava con la sua pipa alle giovani deportate ebree, per poi assaporarne gli umori una volta accesa. Il “tabacco di Venere”, lo chiamava.

Sì, mi sono inventato anche questa.

Quindi mettiamo subito le cose in chiaro: a meno che non siate Paolo Fox, risparmiatemi i vostri discorsetti sul cancro.

“Suvvia, Qualcosa. È da idioti sperperare un patrimonio su un prodotto cancerogeno col solo intento di sentirsi più fighi”. È un concetto interessante, sul serio. Appuntalo sul tuo iPhone.

Ogni anno il fumo uccide più degli incidenti stradali? Sono impressionato. Direi che abbiamo nuovo materiale per costruire la linea difensiva di Amanda Knox. Mio nonno aveva un tumore alla lingua perché fumava due pacchi di Alfa al giorno, ma è morto investito da una Twingo: dove lo conteggiate? Andiamo, è un paragone statistico insensato; quasi come dire che se io ho due polli e tu nemmeno uno, in media entrambi facciamo l’ingoio ai negri della stazione.

Avete mai fatto l’ingoio ad un negro della stazione?

Io sì.

È come farsi devitalizzare un molare, solo che ci vuole più tempo.

Sempre che il vostro dentista non sia un negro della stazione, ovvio.

Ma torniamo ai tumori.

La strumentalizzazione della malattia come vessillo della campagna antitabagista trova il suo acme di spregevolezza nel bieco utilizzo argomentativo del fumo passivo. L’altro giorno per esempio stavo bevendo un cocktail e mi sono acceso una sigaretta quando questa tizia si avvicina e mi intima di spegnerla, mostrandomi preoccupata suo figlio di sei anni seduto accanto a me. Così ho ciccato stizzito nel vodkalemon e sono uscito dalla darkroom.

Perché non sia mai che ai vostri pargoli venga propinata una qualche sostanza cancerogena che non sia contenuta in un Happy Meal. Schiere di placidi lattanti usati a mo’ di ariete per scardinare le fragili porte emotive del nostro già provato animo tabagista. Che vigliaccata.

Avete mai usato un bambino a mo’ di ariete per scardinare una porta?

Io sì.

È come farsi devitalizzare un molare.

Un molare di dimensioni adeguate ad entrare nel sedere di un bambino down.

Naturale estensione di questa psicosi infanticida sono tutte quelle paranoie legate al consumo di sigarette in presenza di donne incinte o agli effetti devastanti che nicotina e monossido di carbonio avrebbero sulla motilità degli spermatozoi.

Ora, partendo dal presupposto che se dovessi trovarmi costretto a rendere conto ad una donna gravida suppongo che il tabagismo sarebbe il mio ultimo problema, davvero pensano di disincentivarmi a consumare sigarette minacciandomi di non poter mettere al mondo disgustosi abbozzi di ominidi a cui rifocillare il PostePay? Cos’è, contropsicologia spicciola?

“I tuoi deboli spermatozoi non avranno più la forza di giungere agli ovai, Qualcosa”.

Specie se gli tocca partire dalle tette, Watson.

È verosimile che alcuni di voi stiano obiettando: “Adesso basta, Qualcosa. Sei indecente. Mio padre c’è morto, di tumore ai polmoni”, invocando il soccorso dei parenti come quando alle medie il bulletto di turno vi cagava nell’Invicta. Mettiamola così: anche mio nonno è morto per aver lasciato un commento mediocre su un blog, eppure mica vengo a prendermela con voi.

Intendiamoci, non voglio convincere nessuno che fumare faccia bene: i distributori automatici si svuotano fin troppo rapidamente già adesso. Vi chiedo solo di lasciarci in pace. Considerateci grossomodo come dei drogati, d’accordo? Andreste mai – non so – da un eroinomane a sfilargli di mano la siringa? No, perché vi tramortirebbe con il tomtom che ha appena fottuto, vi piscerebbe addosso, vi ruberebbe chiavi e portafogli, si intrufolorebbe coi favori della notte a casa vostra e ridurrebbe i vostri cari in uno stato di semischiavitù sessuale smerciando i loro video hard in Belgio per ricavarne proventi sufficienti a comprarsi la dose, il figlio di puttana.

Dimostrando peraltro spirito d’iniziativa e doti imprenditoriali francamente sorprendenti, per un eroinomane.

I fumatori sono semplicemente dei drogati che non hanno ancora esperito la vasta gamma di violente reazioni emozionali che la loro dipendenza potrebbe ampiamente giustificare, ed è mio intento dimostrarvelo con un rapido test riservato ai tabagisti che mi stanno leggendo.

Dunque, vediamo: sono le sette del pomeriggio e vi ritrovate in tasca solamente cinque euro; cosa comprate: un pacco di sigarette o il latte per la colazione di domattina?

Visto?

Alziamo la posta: un pacco di sigarette o l’insulina per il diabete di vostra madre?

Cristosanto, siete dei mostri.

D’accordo, l’ultima: un pacco di sigarette o dei profilattici per la calabrese con la quarta di reggiseno che avete conosciuto in campeggio e che sotto gli effetti dell’MDMA vi ha confessato di sentirsi irrefrenabilmente attratta da voi ma che la sua voglia di farsi penetrare selvaggiamente è contrastata dai sensi di colpa generati dal fatto che ha lo scolo?

Vi do tutto il tempo che vi serve.

Ok, vada per il profilattici. D’altra parte avete già i due pacchetti degli esempi precedenti.

Diciamo le cose come stanno, gente: siamo dei tossicodipendenti socialmente accettati che quotidianamente rimpinguano le casse dello Stato in cambio dell’inalienabile diritto di poterci accorciare la vita. Siamo la variante remunerativa e multifilter di Eluana Englaro.

Ogni anno un fumatore medio versa all’erario all’incirca €1.095 di tasse, che moltiplicati per i 12,2 milioni di tabagisti in Italia fanno grossomodo €13.359.900.000 annuali. E mai che uno di voi stronzi che ci abbia detto grazie.  Tredicimiliarditrecentocinquantanovemilioni di euro che serviranno a comprare lo scivolo su cui si trastullerà il piccolo Mattia.

O in qualunque altra maniera si chiami il ragazzino sfornato da quella colf alla pari che avete accidentalmente ingravidato con il vostro agile e fecondo sperma di non fumatori.

Post originale: http://qualcosadelgenere.splinder.com/post/21568111/coff.

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Oh cazzo, si è sospeso Marrazzo…

Questo non è mio… ma l’ho letto e mi è piaciuto veramente tanto… mi è sembrato un piccolo capolavoro di memoria storica maneggiata con grande ironia… e ho voluto pubblicarlo… così, anche per distrarmi un po’… ho scritto tanto ultimamente per motivi miei e non attinenti al blog… ancora oggi… e non ho assolutamente la forza di scrivere nulla per ora… mi ha fatto sorridere, e questo mi è sembrato un gran miracolo…

l’ha scritta Jacopo Fo sul suo blog

L’Italia e’ piena di storie di cazzi pazzi che si rizzano e sprizzano a razzo.
Lassu’ a palazzo si fanno il mazzo, ma poi vogliono il sollazzo.
Per fortuna le difficolta’ della crisi sono alleviate da tante storie piccanti. Sembra di essere tornati ai tempi della peste del Boccaccio. E in effetti a leggere le cronache sembra il Decamerone.
Il panorama e’ un mare di seni prosperosi e cosce frementi, labbra di fuoco e decolte’. E natiche. Tante natiche.
Ci sono le prostitute del Presidente (tu chiamale se vuoi escort). Ragazze sempre in abito nero, scollate e disponibili. Il Presidente le condivideva con uomini della giunta di Bari di centro sinistra ma loro ne pigliavano solo qualcuna per volta, LUI le frequentava a dozzine (i due PD da una escort per volta si mormora fossero Sandro Frisullo, ex vicepresidente della giunta regionale della Regione Puglia e Alessandro Colella, capo gestione del patrimonio della Regione pugliese).
E ti ricordi la storia di Mastella sullo yacht con fanciulle e trans? Mastella…. Che poi si seppe che in realta’ non era Mastella ma un altro famoso centrista. Per ora non e’ dato di sapere chi fosse, l’uccello misterioso, ma tanto in questa Italia chiacchierona alla lunga viene fuori tutto. Sapremo anche questo. Non ci risparmieranno neanche i particolari igienici.
E ci sono le orge di Tarantini a Montecarlo sopra un altro yacht, sempre a disposizione di persone potenti con la verga sull’orlo di una crisi di nervi.
Poi c’era il portavoce di Prodi, Sircana, si vide la foto di lui che era in auto e si era fermato a parlare con un trans sul marciapiede. Per non parlare dell’ormai dimenticato Lapo con cocaina, collasso e trans, che e’ li’ giusto per confermarci che non solo i politici han le caldane, anche quelli che poggiano il culo nel salotto buono dell’imprenditoria italica hanno la libido deflagrante.
Poi c’era quell’Alessandro Martello, protagonista della coca-story che, si disse, girava ai ministeri e c’era di mezzo, qualcuno affermo’ dubbioso, perfino il viceministro dell’Economia Gianfranco Micciche’. E non dimentichiamoci vari servizi delle Iene che fecero il tampone ai parlamentari scoprendo un battaglione di cocainomani. Ma d’altra parte, si sa, la quota di cocaina che scorre nel Tevere e’ spaventosa. La bianca polvere passa prima su per il naso dei capitolini e poi giu’ per altre diramazioni dell’impianto di scarico umano, quindi nelle fogne, nei depuratori e infine arriva nel sacro fiume in quantita’ tale che se non fosse per la leptospirosi dei ratti potresti sniffartela che ti sballa che e’ un piacere. Almeno se ti piacciono le emozioni forti.

Poi c’era quell’altro, come si chiamava? Che stava alla Rai, Sottile, con la Gregoraci. Lui e lei.. Un’immagine raccapricciante che mi ha perseguitato per mesi. Ma forse lei si e’ fatta solo toccare le tette e magari, al massimo, gli ha fatto qualche carezza. Ma poi si e’ subito sposata con Briatore, che anche lui in gioventu’ ebbe un processo per certe partite a poker truccate, con delle escort da paura che distraevano i giocatori, poveri industriali brianzoli con il pipo in fiamme… E poi c’e’ Fede che minaccia Fini di tirar fuori notizie a luci rosse risalenti al 2002. E il direttore dell’avvenire Boffo costretto a dimettersi per una storia di molestie alla moglie di un amante gay (ma, si difende, le telefonate non le fece lui ma un tossicomane disintossicato, gay e attualmente morto). E per inciso lo scenario di questo scandalo e’ la comunita’ di Don Gelmini, vicino a Terni, e anche li’ ci sono accuse, memoriali su giovani toccati da preti assatanati. Forse balle anche queste. Ma tant’e’, siamo di fronte a una verticalizzazione dell’uso dell’erezione, vera o presunta, come strumento di lotta politica.
L’Italia e’ preda di un’orda di signori della guerra con il pistolino sempre fuori, che si massacrano a colpi di passere, culi e scoop. Si usa il sesso per fare carriera, per inserirsi a corte, per fare affari, il sesso tuo o quello degli altri non importa. E lo puoi usare anche per distruggere gli avversari, intorpidire le acque o distrarre l’opinione pubblica dall’assalto alla diligenza dello stato da parte di una casta di pervertiti morali. Ma consoliamoci.
Questo gioco al massacro sta esplodendo. Non faranno sconti a nessuno. Scopriremo finalmente se Andreotti da bambino si masturbava sulle pubblicita’ delle scarpe ortopediche e tutte le volte che un assessore ha toccato il culo a una vigilessa.
Ormai in Italia ci sono decine di migliaia di ragazze avvenenti con un video cellulare in borsetta, che sanno benissimo che la differenza tra una vita di marchette anonime e la notorieta’ delle Grandi Puttane acclamate in tutto il mondo, e’ schiacciare il tasto REGISTRA al momento giusto. Tutto il resto sono chiacchiere.
E pensare che credevano di essersi salvati dagli orecchi indiscreti tagliando i fondi per le intercettazioni telefoniche… (vedi: http://www.jacopofo.com/node/529)
E visto che i nostri vip di sicuro il cardellino non riescono a tenerlo nella gabbietta possiamo stare sicuri che il gioco al massacro continuera’ fino alla loro estinzione. Amen. Bene. Godiamoci lo spettacolo!
Una Cazzopoli li seppellira’.

… nell’era della comunicazione globale…

monologo molto divertente di Paolo Rossi…. è un po’ lungo ma molto divertente… leggetelo tutto….

Benvenuti nell’Era della Comunicazione Globale. I nostri defunti si ribaltano nella tomba per la sfiga che li ha colpiti: quella di non poter partecipare a questa Grande Era. La Grande Comunicazione Globale, poi c’è un terremoto da 200.000 vittime e dalle Hawaii dicono: “Mah, noi lo avevamo previsto con qualche ora di anticipo, solo che non sapevamo a chi telefonare…”. Cazzo! In compenso, si sono salvati gli animali. Probabilmente dalle Hawaii hanno telefonato a loro.

Nell’Era della Grande Comunicazione Globale, ci sarà pure un bufalo d’acqua con un cellulare trendy, no? E si sono salvati gli indigeni, quelli che vanno a caccia con arco e frecce, quelli dati per estinti, perchè poveracci sono fuori dalla comunicazione globale… ma hanno visto la marea che si ritirava e se ne sono andati verso l’alto, con gli animali. Nell’Era della Comunicazione Globale sessanta canali televisivi mi parlano dello tsunami e mi dicono le cose più allucinanti. L’isola di Sumatra si è spostata di trenta metri, poi trenta centimetri, poi cinque, otto, ventinove, è più alta, più bassa, più larga, più stretta, si è girata su stessa e alla fine se n’è andata completamente, l’han vista ad Alassio, vicino alla Gallinara. L’asse terrestre si è inclinato un po’…Un po’quanto?! Beh, c’è chi dice qualche chilometro, chi dice qualche centimetro… Cazzo, ma cosa accadrà?! Faremo la fine dei dinosauri? Sì, no, forse?

Nell’Era della Comunicazione Globale ti mettono in mano notizie del genere e fatti tuoi. Vedi tu se tenere da parte i soldi per comprarti un’Arca di Noé 4×4 turbo diesel con 800 cv e raggiungere mondi migliori o aspettare la morte per glaciazione. Nell’Era della Comunicazione Globale possiamo parlare con il mondo intero. Mandiamo sms,ems,mms,mail, chattiamo tutta la notte con una cicciona del Maine che fa la collezione di colesterolo e ci ha mandato la foto di una figa presa sul web, parliamo, comunichiamo, comunichiamo, comunichiamo… poi per una precedenza non data ci si spara in faccia! Se telefoni a un call center ne sanno quanto te. A volte, meno di te. Ammesso che risponda qualcuno. Ammesso che non ti sbattano il telefono in faccia.Siamo nell’Era della Comunicazione Globale e non riusciamo più a parlare con nessuno. Una volta andavi da chi ti aveva venduto un prodotto e gli dicevi: “Oh, ciccio, sta roba non mi funziona…”. Adesso devi telefonare a un numero. Verde, quando va bene. Quando non va bene paghi. Hai un problema dovuto a un loro prodotto e paghi per dirglielo. Poi paghi per stare in attesa e infine ti fanno girare così tante persone che alla fine se non hanno già messo giù loro metti giù tu. Ti hanno venduto un prodotto o un servizio che non funziona o che ha dei problemi e paghi per restare nella merda! Si è capovolto il mondo, altro che spostamento di qualche centimentro…

Nell’Era della Comunicazione Globale le comunicazioni ci arrivano anche quando non le vogliamo. Ci sommergono. Ogni giorno scarico dieci tonnellate di spam nella mia mailbox. Quotidianamente, almeno cento mail con soggetto “ENLARGE YOUR PENIS”. Vogliono vendermi un metodo per ingrandire il bigolo. Le credenziali in effetti sono ottime: mi hanno già fatto venire due coglioni così. Adesso mandano le mail non richieste con questa premessa: Ai sensi della Legge 675/96 sulla Privacy, la informiamo che il suo indirizzo E-Mail è stato rintracciato sui motori di ricerca. E quindi? Mi avete mandato una mail per restituirmelo?

Nell’Era della Comunicazione Globale ci sono quasi un miliardo di analfabeti nel mondo. Siamo tutti depressi. Le coppie si lasciano perché non c’è dialogo. I figli e i genitori non comunicano più e se comunicano è pure peggio. Papà, mi servono 300 sacchi ché devo comprarmi un hard disk, ho troppi pochi giga. Eh?! ma che cazzo dici? Ma non puoi andare ad ubriacarti in discoteca come tutti? Abbiamo smesso di parlarci e abbiamo iniziato a telefonarci solo col cellulare, più fico…poi un cell non basta, due , tre…l’importante è pagarlo almeno 500 euro ed avere quattro orecchie. Poi abbiamo smesso di telefonarci e abbiamo iniziato a mandarci gli sms. Quelli normali, quelli colorati, quelli con il disegnino, quelli con le foto e quelli con il filmato. Ciao, ti mando un filmato di me stesso mentre ti dico ciao! Ma brutto coglione, fai due passi e vieni a dirmelo in faccia che ci facciamo una birra. Siamo impazziti. Abbonati oggi e avrai 5000 sms in omaggio! 5000?! Ma che cazzo devo dire con 5000 sms? Ma a chi cazzo li mando? Gratis, ovviamente. A noi qualcuno regala sempre qualcosa. Gratis, gratis, gratis. Questa è la comunicazione: fallo subito, è gratis! Abbonati, è gratis. Clicca qui, è gratis. E’ tutto gratis! Ma voi, tranne a cari amici e parenti, avete mai regalato qualcosa a qualcuno? Non parlo di beneficenza. Parlo di prendere una cosa, magari frutto del vostro lavoro, e regalarla a un perfetto sconosciuto che passa di lì. Così, per il gusto di regalarla. Magari, non so, c’è un idraulico fra di voi. A te idraulico che stai leggendo, ti è mai successo di alzare il telefono, fare un numero a caso e dire: “Buongiorno, sono un idraulico, vuole che venga a casa sua a rinnovare i tubi del cesso gratis”?

E nell’Era della Comunicazione Globale comunichi anche quando stai zitto. Con il silenzio assenso. Una mattina ti svegli, per esempio, e scopri di avere un servizio di segreteria telefonica. E l’hai chiesto tu stando zitto! Se parlavi, magari non te lo mettevano. Ma siccome sei stato zitto… cazzo vuoi? Ti riempiono di questi servizi. Sei circondato. Anzi: è tutto intorno a te. Quando vedo la Gale ormai ho più voglia di scuoiarla che ciularmela. La Grande Comunicazione Globale e l’unica speranza che hai di comunicare con questi qui è che il Gabibbo si prenda compassione di te.

Nell’Era della Comunicazione Globale abbiamo perso il senso delle parole. Se non sei di destra sei comunista. Ma io non sono comunista! A me non piace il comunismo. Non mi piace nemmeno la sinistra, a dire il vero. Sono un lavoratore precario, non mi danno il mutuo per la casa, e il co-co-co se l’è inventato la sinistra! Allora sei un anarchico. Macché anarchico, cazzo! Ah, bene, sei irascibile, eh? Allora sei un anarco-insurrezionalista.

E allora la comunicazione globale cos’è? Chi comunica cosa? Non lo so più, non mi interessa più. Io da ora in poi mi occuperò solo della comunicazione specifica, parziale, particolare, nella mia vita. Le uniche certezze che avrò saranno quelle che potrò dimostrare. Non mi interessano i pareri di nessuno, se li sento in televisione. Se mi fa male il culo, non mi faccio dire da un programma televisivo come devo posizionarmi allo specchio, verificare se ho o meno le emorroidi e come curarle. Vado dal caro e vecchio medico e gli dico: “Buongiorno dottore, mi fa male il culo”. Saprà lui cosa fare.

Il problema è che, in questa epoca di grande comunicazione globale, quando ti fa male il culo non è per le emorroidi.

(Paolo Rossi)

L’impronta…

Suicide persian cat

Uno scoop… abbiamo notizia dell’argomento dei colloqui fra Bush e Berlusconi (orfani del povero Blair). Bush ha mostrato a Berlusconi una foto dell’ultimo micidiale ritrovato dell’odiato governo Iraniano. Il Suicide Persian Cat (gliel’ha detto in inglese), ovvero il Gatto Persiano Suicida. State molto attenti… sembra un innocuo piccolo animale da compagnia, ma le sue caratteristiche lo rendono un’arma di distruzione incredibile, specialmente se equipaggiato nella pericolosissima versione Nuclear. Il gatto impaurito è un animale praticamente imprendibile, che riesce a compiere cambi di direzione repentini e imprevedibili… Il presidente Bush ha spiegato che la sua apparenza mite serve per ingannare gli ignari proprietari, ma che il gatto ha un microchip impiantato nel cervello che serve a comandarlo a distanza. Quando meno te lo aspetti va sotto il suo letto preferito, indossa la cintura esplosiva ed è pronto per le settandadue micie vergini che lo aspettano in paradiso…

non ci credete?!? perché?!? e quando Colin Powell vi ha fatto vedere quel magnifico modellino di camion-laboratorio per la produzione di armi chimiche on-the-road?!? ci avete creduto?!? e quando Blair ha detto che Saddam poteva lanciare un attacco chimico al mondo in 45 minuti dal suo ordine?!?

ci avete creduto?!? purtroppo, per molte persone la risposta è si…

Ma voglio comunque ringraziare Bush. Sento di doverlo fare, perché ha detto a Berlusconi che può scordarsi di fare parte dei cosiddetti 5+1 che guideranno l’iniziativa contro il riottoso Iran. Io però continuo a non capire se Berlusconi ci è o ci fà… forse è convinto che sarà qualcosa di simile all’Iraq (che pur ha avuto un numero di morti italiani non indifferente). Forse nessuno l’ha informato di cosa è l’Iran… Letta, per favore, gli faccia un ripassino veloce prima di farlo incontrare con Bush…

L’Iran non è l’Iraq. Dispongono di un esercito efficiente, di caccia, di aerei moderni e missili a medio e lungo raggio e soprattutto di denaro, tanto denaro. E sanno di essere le prossime probabili prede di una America che vuole mettere le mani su quanto più petrolio possibile.

È una manna dal cielo il fatto che siano coinvolti i tedeschi al posto nostro. Quando gli argomenti sono seri non mi piace avere più di due buffoni a tavola.

P.S.: Vorrei far notare (a quelli che non capiscono il nesso di questo post con Augusta) che noi siamo uno degli obbiettivi più sensibili e più facili da colpire se dovessimo entrare in guerra con l’Iran… vorrei farvi notare che noi abbiamo un pontile NATO dove gli americani stazionano assiduamente per caricare viveri e munizioni… e che in linea d’aria fra l’Iran e Sigonella ci siamo proprio noi… con in mezzo solo il mare…

Ridiamoci su…

Perdonate il cinismo, ma è troppo bella...

NUCLEARE

Terremoto in Cina, rischio radiazioni, danneggiate le centrali nucleari
( Repubblica, 19/5/08 )

Ooooh! Chi poteva mai immaginare che un terremoto riuscisse a danneggiare delle centrali nucleari? Questa è davvero una piega inaspettata degli eventi. Sapete una cosa? D’ora in poi costruiamole solo in posti dove non ci sono terremoti. Ad esempio qua in Italia.

By Daniele Luttazzi at 19 Maggio 2008

tratta dal sito di Daniele Luttazzi