Internescional #2

L’opposizione in piazza contro Silvio Berlusconi

Pubblicato il 9 Luglio 2008 in Svizzera

[Le Temps]

Italia, Migliaia di manifestanti si sono radunati a Roma per protestare contro le riforme della giustizia volute dal Cavaliere.

Sono ritornati a Piazza Navona, nel centro di Roma, dove Nanni Moretti aveva dato vita nel 2002 al movimento dei «girotondini», contro le leggi su misura di Silvio Berlusconi. Questa volta, il cineasta, disilluso e disgustato dopo la rielezione del «Caimano» lo scorso aprile, non si è mosso. Erano lo stesso diverse migliaia (20,000 secondo gli organizzatori) martedì sera su invito del filosofo e direttore della rivista Micromega, Paolo Flores D’Arcais, e di Antonio Di Pietro, l’ex giudice anticorruzione, a protestare contro i nuovi progetti di legge previsti dalla maggioranza in materia di giustizia.

Mentre Silvio Berlusconi è sotto processo a Milano, sospettato di aver versato 600,000 dollari ad un avvocato inglese perché fornisse una falsa testimonianza in un caso di corruzione, la sua maggioranza ha in effetti presentato un testo volto a sospendere per un anno i processi riguardanti fatti punibili con meno di 10 anni di prigione e commessi prima del 30 giugno 2002.

«Innocenti, non impuniti»
Circa 100 000 processi sono coinvolti, tra i quali quello di Silvio Berlusconi, che si considera vittima di un attacco politico da parte dei giudici. Il suo Guardasigilli, Angelino Alfano, vorrebbe inoltre far passare una legge che protegge le quattro più alte cariche dello Stato (precisamente il presidente della Repubblica, il capo del governo e i presidenti delle due Camere del parlamento) da tutte le azioni giudiziarie durante l’esercizio del loro mandato.

«Abbiamo bisogno che le alte cariche dello Stato siano innocenti, non impunite», è insorto ieri Antonio Di Pietro, contemporaneamente alla rivolta di centinaia di giudici contro il progetto. «Il modello al quale si ispira Berlusconi, non è quello degli Stati Uniti ma della Russia di Putin», ha insistito Paolo Flores D’Arcais. In chiusura, il comico Beppe Grillo, che l’anno scorso aveva scosso la classe politica italiana organizzando il Vaffanculo Day per «mandare la casta dei politici affanculo».

«Dittatura dolce»
Contro la «dittatura dolce», numerosi artisti e diversi responsabili politici si sono uniti alla manifestazione. La sinistra radicale era presente così come alcuni rappresentanti del Partito democratico (PD) a titolo personale. Molto vicino a Romano Prodi, l’ex ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha aderito anche lui all’iniziativa.

Invece, nell’entourage di Walter Veltroni, si è tentato fino alla fine di frenare l’iniziativa. Il segretario del PD, e sfortunato candidato alle ultime elezioni legislative, teme una radicalizzazione dell’opposizione e una demonizzazione controproduttiva di Silvio Berlusconi. «Un’opposizione come quella di Di Pietro, che tratta il capo del governo da magnaccia, che solletica l’indignazione ma che non fa politica, offre un regalo a Berlusconi», ha ripetuto ieri al quotidiano La Stampa persuaso che l’opinione pubblica, nella sua grande maggioranza, non é interessata a questo tipo di conflitto tra i poteri politico e giudiziario. A sostegno della sua tesi, Walter Veltroni, che preferisce temporeggiare e non mobilitare i suoi partigiani contro le leggi su misura prima dell’autunno prossimo, può fare affidamento sui sondaggi che indicano che il potere d’acquisto, la disoccupazione e la sicurezza sono le priorità degli italiani molto prima delle questioni giudiziarie.

E’ così, in questo contesto, che Silvio Berlsuconi vuole accelerare, tanto più che la Lega Nord storce il naso. Il partito autonomista teme che il dibattito parlamentare sulla giustizia e le polemiche per proteggere Silvio Berlusconi dai magistrati ritardino l’adozione del federalismo fiscale, sfiancando il proprio elettorato. Come soluzione, la maggioranza potrebbe fare approvare al più presto l’emendamento legislativo che conferisce l’immunità ai dirigenti dello Stato per poi abbandonare l’idea di sospendere i processi, essendo a quel punto superflua per proteggere il Cavaliere.

[Articolo originale di Eric Josef]

Articolo tratto da Italia dall’Estero: http://italiadallestero.info

URL dell’articolo: http://italiadallestero.info/archives/434

Upside down…

… che vuol dire sottosopra… a testa in giù… che è un po’ la costante degli ultimi anni della mia e della vostra vita… della vita di tutti i cittadini italiani… mi sembra di essere nel paese delle meraviglie di Alice… dove l’incredibile è normale… lo confesso: comincio a cercare le telecamere…. sono convinto di essere protagonista di un MEGA TRUMAN SHOW… non riesco a credere a ciò che vedo e sento…

Si viene a sapere che il presidente del consiglio ha cercato di piazzare delle attricette in cambio di senatori? Vabbé, che vuoi che sia, è normale no? Farebbero tutti così no?

Certo, in un paese normale si rischierebbe un incriminazione per corruzione se non addirittura per tentato colpo di stato. Ma nel paese di sottosopra funziona tutto alla rovescia.

Veniamo a sapere (non sono state pubblicate le intercettazioni, ma sembra il segreto di pulcinella) che una ministra è lì perché forse ha fatto un lewinski al presidente del consiglio? O mio dio, questa è privacy! Questo è voyerismo! Non bisogna svelare i fatti privati di un personaggio istituzionale.

Vero, se questi fatti non avessero determinato la nomina a ministro di qualcuno. Negli Stati Uniti, Clinton, è stato processato per aver mentito, non per il pompino. È altrettanto vero che Clinton non si era mai sognato di farle fare il ministro. Ma nel paese di sottosopra funziona tutto alla rovescia.

Tutti pronti a dare solidarietà al ministro, vittima di un sistema “machista”, di una cultura maschilista. È scattato un meccanismo di solidarietà automatica che a me fa paura. Mi fa paura perché è il meccanismo che sta alla base dei sodalizi corporativi, delle varie parrocchie e parrocchiette che ammorbano l’Italia, dei gruppi criminali. Lo sò, qualcuno potrebbe storcere il naso, ma è così. Quando si solidarizza soltanto perché si appartiene ad un gruppo omogeneo, si commette un grave errore. Non è più il raziocinio a guidare, ma l’appartenenza.

Si fa una manifestazione politica contro Berlusconi? Non si parla dei contenuti della manifestazione, ma si attaccano Grillo e la Guzzanti per – secondo le accuse compatte di tutti i media- aver “offeso” il papa e Napolitano, per aver usato “toni vergognosi”. La Guzzanti ha messo all’inferno Ratzinger!!! Che scandalo!!! Peccato che il primo ad aver mandato un Papa all’inferno sia stato Dante, nella Divina Commedia. Si, quei tre tomi pallosissimi che avremmo dovuto studiare a scuola come opera fondamentale della letteratura italiana. Proprio lì. Dove sta lo scandalo? Ma questo è il paese di sottosopra, non dobbiamo dimenticarlo.

Grillo ha offeso Napolitano!!! Invito chiunque a vedere ed ascoltare l’intervento di Grillo e a scovare una offesa. Una che sia una. Guardate, segnate in quele minuto lui offende Napolitano e segnalatelo.

L’unica verità è che si sta cercando di alzare un polverone -come al solito- per evitare di parlare dei contenuti. Vi invito a guardare tutti gli interventi della manifestazione, e a criticare eventualmente i contenuti, ma senza “offendere” la nostra intelligenza…

Sei così ipocrita
che quando l’ipocrisia ti avrà ucciso
sarai all’inferno
ma ti dirai in paradiso

Andrea Camilleri

Antonio Di Pietro

Paolo Flores d’Arcais

Marco Travaglio

Beppe Grillo #1

Beppe Grillo #2

Sabina Guzzanti #1

Sabina Guzzanti #2

Ascanio Celestini