Breve storia del futuro…

questo post riporta un brano del libro che sto leggendo in questi giorni: Breve storia del futuro di Jacques Attali… vi invito a leggere senza pregiudizi, e se ne avete voglia, a comprare il libro… non si tratta di un futurologo, ma di un intellettuale (fra gli ultimi rimasti) che, osservando la storia dell’umanità, prova a dare una visione del futuro… ovvio che si tratti di puro esercizio, ma leggendo il libro mi son fatto l’idea che egli, più di chiunque altro, si sia avvicinato… i sottolineati e le parentesi quadre sono le mie…

… La nona forma [di organizzazione del mondo]  continuerà così a creare le condizioni di una vita urbana sempre più solitaria, in appartamenti sempre più esigui, con partner sessuali e affettivi sempre più effimeri. La paura di un legame, la fuga di fronte all’attaccamento, l’apparente indifferenza diventeranno (diventano già) delle forme di seduzione.  L’apologia dell’individuo, dell’autonomia, dell’individualismo farà dell’ego, del sé, i valori assoluti.  L’erotismo diventerà un sapere apertamente rivendicato.  Saranno tollerate le più diverse forme di sessualità, a eccezione dell’incesto, della pedofilia e della zoofilia. L’ubiquità nomade e le comunità virtuali creeranno nuove occasioni di incontro, commerciali o meno.

La residenza secondaria, eredità delle generazioni precedenti, diventerà l’habitat principale, l’unico punto fisso degli abitanti urbani.  Il turismo diventerà ricerca di silenzio e di solitudine, e i luoghi, religiosi e laici, di meditazione, di isolamento, di ritiro, di non-azione si moltiplicheranno.  La sedentarietà sarà l’ultimo privilegio dei bambini, che vivranno spesso con i propri nonni, in luoghi stabili e protetti, dove i genitori, per la maggior parte separati, si alterneranno per passare un momento con loro.
I trasporti occuperanno un tempo crescente, diventeranno luoghi di vita, di incontro, di lavoro, di acquisto, di distrazione.  Il tempo che ci si trascorrerà sarà contato come tempo di lavoro, così come si diffonderà il lavoro notturno e della domenica.
Il viaggio diventerà una parte fondamentale della formazione universitaria e professionale: bisognerà dimostrare incessantemente qualità da viaggiatori per continuare ad essere “appetibili”.   Tutte le città        d’ Europa con più di un milione di abitanti saranno collegate alla rete continentale da treni ad alta velocità. Più di due miliardi di passeggeri, per la maggior parte turisti d’affari, utilizzeranno l’aereo ogni anno, e l’aero-taxi si svilupperà massicciamente.  Ogni secondo più di dieci milioni di esseri umani si troveranno per aria. Veicoli urbani senza pilota, molto meno costosi degli attuali, fatti con materiali leggeri, a risparmio di energia e biodegradabili, saranno di proprietà collettiva di abbonati che li lasceranno ad altri dopo ogni utilizzo.
Verrà inventato un nuovo diritto di proprietà che dia accesso, in ogni nuova sede di residenza, ad un alloggio di qualità e a dimensioni determinate, slegato da un luogo concreto.
Più in generale si passerà dall’acquisto all’accesso [non sta già succedendo oggi?].
In particolare, la dematerializzazione delle informazioni renderà più facile passare dalla proprietà dei dati al loro utilizzo, consentendo l’accesso alla cultura, all’istruzione e all’informazione.
Il controllo della proprietà intellettuale sarà così sempre più difficile da garantire.
In tutti i settori di consumo, saranno messi in circolazione prodotti dal prezzo bassissimo, che consentiranno ai più poveri di ogni paese di entrare nell’economia di mercato, e alle classi medie di dedicare una parte decrescente del proprio reddito all’acquisto di prodotti alimentari, di computer, di abbigliamento, di elettrodomestici.
La parte principale di reddito delle classi medie e superiori sarà utilizzata per l’acquisto di servizi: istruzione, salute, sicurezza. Per finanziarli, la parte di reddito mutualizzata aumenterà, sotto forma di imposte o di contributi. Sempre più persone preferiranno affidare la copertura dei propri rischi a compagnie di assicurazione private, sempre più potenti, a detrimento degli Stati. Gli scambi commerciali, digitali e finanziari, sfuggiranno sempre più agli Stati, che saranno così privati di una parte significativa dei propri introiti fiscali. Le amministrazioni pubbliche saranno stravolte dall’utilizzo di nuovi mezzi di comunicazione, in particolare Internet, che consentiranno di far funzionare i servizi pubblici a minor costo e su misura.
Per gestire questo tempo mercantile, domineranno due industrie, che già dominano l’economia mondiale: le assicurazioni e la distrazione.
Da una parte, per proteggersi dai rischi, la risposta razionale di ogni attore del mercato sarà (è già) di assicurarsi, ossia di proteggersi dalle alee del futuro. Le “compagnie di assicurazione” (e gli istituti di copertura dei rischi dei mercati finanziari) completeranno i regimi di sicurezza sociale e diventeranno -se non lo sono già- le prime industrie del pianeta, dal punto di vista delle loro cifre d’affari e dei profitti che realizzeranno. Per i più poveri, le microassicurazioni saranno uno strumento essenziale per la riduzione dell’insicurezza.
Dall’altra parte, per sfuggire alla precarietà, ciascuno vorrà divertirsi, ossia allontanarsi, proteggersi dal presente. Le “industrie della distrazione” (turismo, cinema, televisione, musica, sport, teatro, giochi e spazi cooperativi) diventeranno -se non lo sono già- le prime industrie del pianeta per il tempo che occuperà la consumazione dei loro prodotti e dei loro servizi.
I media avranno un’influenza crescente sulla democrazia e sulle scelte dei cittadini.
Le une e le altre fungeranno da pretesto per attività illegali: il racket rappresenta la forma criminale delle assicurazioni, e il commercio sessuale e le droghe rappresentano le forme criminali della distrazione.
Tutte le imprese, tutte le nazioni si organizzeranno intorno a queste due esigenze: proteggere e distrarre.
Proteggersi e distrarsi dalle paure del mondo.

Tratto da: “Breve storia del futuro” di Jacques Attali, pp 103-104-105

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Il gas… ci guadagneremo?

Uno degli argomenti più diffusi fra i sostenitori della   costruzione di nuovi rigassificatori in Italia, è che questo ci permetterà di avere energia ad un costo contenuto, consentendoci un “passaggio dolce” dalla fine del petrolio all’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili.

Ecco, detta nel modo più semplice, questa è una balla colossale. Non mi credete? Ok, facciamo due riflessioni veloci veloci. Comincio col far notare (a chi non lo sapesse) che ciò che determina il prezzo di un bene è la sua “scarcity”, ovverosia la rarità del bene. Vi faccio un esempio: l’oro costa tanto perchè ce n’è poco. Bene. Un’altro fattore che concorre a determinare il prezzo è la richiesta attuale e prevista per quel bene (la domanda, in termini di mercato) . Nel caso del gas, come per il petrolio, l’incontro tra la curva di disponibilità e le previsioni della domanda determinano il prezzo. Cosa succederà allora al prezzo del gas a breve, medio e lungo periodo? Semplice. Tutte le nazioni industrializzate si stanno attrezzando e stanno potenziando le infrastrutture legate al gas (rigassificatori e reti di distribuzione), perché è ormai chiaro che il petrolio sta per finire e che gli ultimi posti dove questa risorsa è disponibile sono posti “caldi”, come l’Iraq o il Venezuela (giusto per citarne due). Quindi ci siamo lanciati tutti… il gas è il futuro! Balle. Perché non appena cominceremo a chiederne di più, tutti assieme, il prezzo salirà. Non mi credete ancora, vero? Andate allora a leggere un articolo pubblicato sul NY Times, dove parlano della situazione attuale delle infrastrutture americane, che funzionano al 10% della loro capacità, e dell’andamento futuro del prezzo del gas. Sostanzialmente gli americani si stanno mangiando le mani perché non hanno comprato abbastanza gas dall’estero (via rigassificatori), gas che attualmente costa più di quello prodotto internamente ma che, secondo gli esperti, potrebbe salire alle stelle per via dei due fattori che vi dicevo prima. In tutto il mondo la richiesta aumenta, mentre in alcune nazioni produttrici ci sono problemi e ritardi nella costruzione di nuovi impianti per liquefare il gas.

Tutto questo per dir cosa? Che quando vi dicono che i rigassificatori (insieme alle centrali nucleari di cui parleremo a breve) ci servono per calmierare il prezzo dell’energia, che avremo la corrente elettrica finalmente a prezzi onesti, che il gas ci farà risparmiare, potrete dirgli che non è vero. Rischiamo di spendere un sacco di soldi in infrastrutture, per poi comprare gas ad un prezzo comunque elevato e magari trovarci sovradimensionati rispetto alla effettiva disponibilità di gas sul mercato. Sarebbe invece più intelligente, a mio avviso, risparmiare questi soldi ed investirli in energie rinnovabili che sono il VERO UNICO FUTURO possibile, invece di perdere tempo prezioso ed investire in infrastrutture che alla fine ingrasseranno i portafogli dei soliti noti.

(foto: NY Times)