Diario del saccheggio…

…è un documentario che spiega bene cosa è successo in Argentina e perché una nazione sia stata messa in ginocchio da politiche sbagliate che l’hanno portata alla bancarotta ed al sequestro di tutti i conti corrente dei cittadini di quella nazione… agghiaccianti le analogie con l’Italia… da non perdere…

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Quello che non sapevo dell’ Islam

C’è chi, a conclusione delle innumerevoli analisi che stanno tentando di dare un senso a questa crisi economica – a parer mio – intelligentemente, chiosa che c’è una buona lezione dietro ogni periodo buio, si tratta solo di saperla cogliere.
Questo è un periodo certamente buio che va affrontato e superato con un’ insolita combinazione di realismo e ottimismo, sforzandosi di cercare segnali anche dove non vorrebbero farci leggere.
Qui ci vuole creatività signori! Ma non nel trovare nuove formule o algoritmi per aumentare la fortuna dei pochi sperando in un effetto a cascata (non mi andate a cercare l’ennesima potenza finanziaria per chiamarla DERIVATO al quadrato o al cubo!). Qui ci vuole una buona idea per ridistribuire un po’ di benessere senza far parlare la stessa lingua a tutto il mondo.

Nel Regno Unito una serie di articoli cattura la mia attenzione perché, a ben leggere, una piccola risposta ci viene suggerita, ed è il dialogo sulla possibilità di introdurre alcuni principi della Sharya nella legislazione inglese. Praticamente si vorrebbe dare la possibilità ai cittadini Islamici di poter seguire le proprie regole dettate dalla Sharya – soprattutto in ambito di condotta personale e matrimonio – laddove queste regole non siano in conflitto con il codice inglese. A me sembra un’ottima apertura che permetterebbe una convivenza tra diverse culture più positiva e ricca.

Leggo anche che la stessa idea già dal 2002 è alla base della creazione di prodotti e servizi finanziari che rispondano ai principi della Sharya.
Mi sono documentata su questi principi e ho avuto una personalissima ed intensa piccola epifania. Io possiedo una certa idea dell’Islam, vaga e dozzinale come tutti gli occidentali che si preoccupano poco di capire i fatti religiosi, tanto più quelli che riguardano altre culture. Non ho mai letto la Bibbia e troverei assolutamente non paritario dedicare tempo al Corano… Ma poi gli islamici non sono quelli che mettono il burqa alle povere donnine, si schiantano contro edifici pubblici con gli aeroplani e si fanno esplodere per festeggiare con 72 vergini in Paradiso (senza che nessuno gli dica che dovranno restare vergini)?

Beh, non l’ho letto ancora il Corano, ma dopo questa breve ricerca non escludo che lo farò.

Il principio base del sistema bancario islamico è la proibizione del Riba ( Usura o Prestito ad interesse). L’Islam non solo proibisce il Riba ma impedisce anche di investire denaro in alcol, carne di maiale, pornografia e qualsiasi altra cosa che la Sharya definisce Haram (illegale). Di seguito alcuni dei principi base che sostengono lo sviluppo dell’ordine economico islamico:

  1. Sebbene si lasci all’individuo il diritto di perseguire il benessere economico si fa una netta distinzione tra ciò che è legale (Halal) e ciò che non lo è (Haram) nel perseguimento di tale attività economica. In poche parole l’Islam proibisce tutto quelle forme di attività economiche che sono immorali o socialmente offensive;
  2. Mentre si permette agli individui di possedere una ricchezza legalmente acquisita, l’Islam rende obbligatorio spendere questa ricchezza con giudizio e non di accumularla, tenerla immobilizzata o sperperarla;
  3. Seppur si permette all’individuo di tenere un surplus di ricchezza per sé, l’Islam cerca di ridurre i gap di ricchezza nell’intera comunità partecipando al processo nominato Zakat;
  4. Pur lasciando la natura umana esprimersi, sempre non lucrando dai suo eccessi negativi, l’Islam si impegna ad evitare l’accumularsi della ricchezza nelle mani di pochi a detrimento della società, le sue leggi e del suo patrimonio;
  5. Visto nella sua interezza il sistema economico islamico punta alla giustizia sociale senza inibire l’attività individuale se non fino al punto in cui diventa offensiva per la comunità ma anche auto-distruttiva

[Tratto dal sito web dell’ Institute of Islamic Banking and Insurance]

Questo non vuole essere un semplicistico stralcio da letture di propaganda, né un inno o un voler schierarsi dalla parte dell’Islam. Questo a parer mio si chiama FUTURO, o anche una delle ULTIME POSSIBILITÀ.