Munnizza

La pagina della munnizza…

No, non è la pagina in cui metto tutto ciò che considero “munnizza”…

questa è una pagina dedicata ad un problema (secondo me, ma credo di essere in buona compagnia) molto importante per la nostra isoletta augustana e non solo:

cosa dobbiamo farcene dei rifiuti? dobbiamo per forza bruciarli?

Io mi limito a mettere a disposizione di tutti le varie possibilità di cui sono a conoscenza: questa è la prima.

Bruciare? e se invece…


Perche’ incenerire? Quali oscuri motivi si nascondono dietro la volontà di bruciare rifiuti ad oltre 5000°C? Proviamo a pensarci un po’ sù…. a quelle temperature qualsiasi rifiuto viene ridotto in cenere, togliendo senza dubbio la possibilità di capire cosa è stato bruciato… e quindi da dove viene…  il prossimo passo è semplice… perchè nessuno invece ci dice che di alternative ce ne sono, sono molto più vantaggiose dal punto di vaista economico e che non inquinano?
Ad esempio, il nostro CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), in collaborazione con una azienda romana, ha messo a punto un gioiello della tecnologia e della capacità di innovazione tutta italiana…

THOR: e se invece di bruciare tritiamo?

E’ la promessa di un inceneritore di nuova generazione messo a punto da CNR e Assing. Il nome è THOR (Total house waste recycling – riciclaggio completo dei rifiuti domestici) e promette meraviglie. Che sia la soluzione per la Campania e non solo?
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore.
Ma è davvero possibile?
Thor (Total house waste recycling – riciclaggio completo dei rifiuti domestici), messo a punto dal CNR e dalla Società Assing Spa di Roma permetterebbe di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.
Si tratta di una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.
L’impianto Thor riduce infatti i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.
“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”.

Esiste già in Sicilia il primo Thor.
In Sicilia il primo impianto Thor esistente tratta fino a otto tonnellate l’ora di rifiuti e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori.
Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.

I costi.
“Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale”, spiega Paolo Plescia.
Niente scorie. “Per una identica quantità, una discarica richiederebbe almeno 100 euro a tonnellata e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor”.
Le possibili applicazioni.
Con le 50 tonnellate di rifiuti solidi al giorno prodotte da una comunità di 5.000 persone”, Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”.

La scheda
Che cosa: Thor (Total house waste recycling) sistema per il recupero e la raffinazione dei rifiuti solidi urbani
Chi: Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr
Per informazioni: Paolo Plescia, Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr, tel. 06.90672826, e-mail: paolo.plescia@ismn.cnr.it, p.plescia@assing.it

Interessa a qualcuno?

Firmate questa petizione a favore del T.HO.R., e se ci credete aiutate a diffonderla il più possibile.

Fonte: http://www.quotidianocasa.it/2008/01/09/4286/rifiuti-andare-oltre-la-raccolta-differenziata-e-possibile.html

Link utili:  Comunicato stampa del C.N.R.

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