Perché non ho la tessera punti del supermercato sotto casa….

Si! Confesso! Non ho la tessera punti del supermercato sotto casa…. e neanche quella di altri supermercati… e mi sono pure un po’ rotto di rispondere, alla cassiera che mi guarda come un marziano, che non ce l’ho…. di solito, dopo la mia risposta, la cassiera fà una faccia ancora più stupita e mi suggerisce di farla… ed io rispondo che non ho intenzione di farla, perché i miei dati valgono molto di più degli sconti e dei premi che ti danno in cambio… a questo punto la conversazione si interrompe…

Oggi ho deciso di rispondere in maniera più esaustiva alla cassiera…. le voglio spiegare meglio perché non ho la sua stramaledetta tessera…

Cominciamo col dire che al momento della registrazione si forniscono una serie di dati che permettono di targettizarti (di renderti parte di un campione omogeneo) con una grande precisione…  da quel momento in poi, tu non sarai più un “consumatore anonimo” per il supermercato X.

Da quel momento, il supermercato X saprà a che ora vai a fare la spesa (musica di sottofondo mirata ai gruppi più presenti in determinate fasce orarie). Saprà cosa compri, con quale frequenza, se le tue scelte sono improntate al risparmio (prendi sempre i prodotti più convenienti) o se sei uno spendaccione…. saprà quali le marche alle quali sei fidelizzato e a quali no…

Insomma, una radiografia completa e capillare del tuo profilo di consumatore…. ma cosa se ne fanno di questa radiografia? Ha un valore, direte voi? E se sì, qual’è?

Beh, il valore è praticamente incalcolabile, ma certamente molto alto.

Con i vostri dati il supermercato X vi studia costantemente, a costo zero (anzi, guadagnandoci, come vedremo fra poco), e questo gli permette, ad esempio, di selezionare dei prodotti che potreste essere invogliati a comprare, con dei margini di guadagno migliori per il supermercato.

Questi dati permetteranno al supermercato X di sottoporvi a pubblicità mirata, facendo loro risparmiare tanti soldi in pubblicità indifferenziata e con dei ritorni ancora più alti, in virtù del fatto che la pubblicità mirata ha delle percentuali di successo (il consumatore acquista)  di gran lunga superiori a quelle della pubblicità indifferenziata.

Questi dati potrebbero anche (e spesso lo sono)  essere venduti a terzi che, pagando (ancora guadagno per il supermercato X), potranno a loro volta sfruttare le informazioni sul nostro conto usandole per altra pubblicità mirata… e potrei citare ancora tanti esempi di sfruttamento commerciale di questi dati… ma voglio passare all’argomento punti, sconti, ricchi premi e cotillons

Diamo un’occhiata agli sconti… sono davvero così vantaggiosi? All’apparenza può sembrare, anche se quasi mai sono veramente significanti. Si può essere portati a pensare che sommandoli tutti in una spesa qualcosa facciano. Può darsi. Ma guardiamo bene cosa abbiamo nel carrello: c’è solo ed esclusivamente ciò per cui siamo entrati nel supermercato? Sono pronto a scommettere che nove volte su dieci non è così. Costo dei prodotti aggiunti (non necessari) meno lo sconto della tessera dà comunque un saldo a favore del supermercato X…

Vediamo addeso i punti ed i premi che il vostro generoso supermercato X vi regala…  Sfogliando il catalogo dei premi di X trovo un bel lettore mp4 di marca che posso avere con soli 8000 punti… fico!… vediamo un po’ quanto ci costa… poniamo il caso (abbastanza veritiero) che il regolamento del supermercato dica che abbiamo diritto a 2 punti per ogni euro di spesa a partire da 5 euro. Volendo avere il lettore subito decidiamo di fare la spesa necessaria per ottenere 8000 punti. 8000 diviso 2 fa 4000. Dovremmo fare 4005 euro (4000 più i 5 euro necessari prima di cominciare ad ottenere i punti).

Mi sembra improponibile.

Quindi decidiamo di avere pazienza e aspettiamo di raggiungere i punti spesa dopo spesa… 4000 euro di spesa in un anno probabilmente li faremo. In questa ipotesi, però, i famosi 5 euro iniziali si moltiplicheranno per il numero di volte in cui andrete a fare la spesa prima di raggiungere i famigerati 8000 punti.  Supponiamo di essere estremamente puntuali e abitudinari nel fare la spesa. Andiamo una volta alla settimana al supermercato e spendiamo sempre 105 euro. In questo modo avremo 200 punti a settimana e potremo avere il desiderato lettore mp4 in sole 40 settimane. Alla modica cifra di?

Il valore della spesa che abbiamo dovuto fare è di 4200 euro (105 euro a settimana per 40 settimane), 195 euro in più della prima soluzione (quella in cui facevo una sola spesa per ottenere il lettore).

Quanto costa il lettore? Poniamo il caso che al momento in cui il vostro supermercato lancia il nuovo premio, lo stesso costi circa 200 euro nel negozio di elettronica. Ma da quel momento, al momento in cui avrete il lettore (40 settimane dopo, dieci mesi) è probabile che il costo dello stesso sia calato almeno del 40%, e che quindi lo stesso lettore costi 120 euro. Sul web lo potreste anche trovare per meno…

Ricapitolando avrete speso 195 euro in più per avere, dopo dieci mesi (che, tecnologicamente parlando, è una eternità), un lettore che ne vale 120. Se a questo aggiungete il fatto che probabilmente il 10% della spesa che avete fatto è costituito da prodotti di cui non avevamo strettamente bisogno, vi rendete conto di quanto ci guadagna il supermercato X.

420 euro di spesa non necessaria (10% di 4200) più 75 euro di differenza tra i 195 spesi in più ed i 120 del costo del lettore. 495 euro. Ammesso che sulla spesa che ho fatto ho avuto sconti per una media del 5% (210 euro), il saldo è ancora a favore del supermercato. 285 euro.

E questo senza considerare il guadagno intrinseco contenuto nelle informazioni sulle nostre abitudini di cui ho parlato all’inizio di questo post.

Cara cassiera, ha capito perché non ho la sua tessera punti???

software libero #0

Da quasi un anno, ormai, sui miei computer utilizzo solo software libero ( che non vuol dire solo gratuito ). Personalmente non mi considero uno “smanettone”, ma un utente medio di pc… li uso al lavoro (windows) e a casa (ubuntu) su un desktop e su due portatili… e vi posso assicurare che la differenza la potrebbe notare chiunque…. niente più crash (le famigerate pagine blu di windows), facilità di utilizzo, quasi 20.000 (VENTIMILA) software liberi e gratuiti da installare in due clic, compatibilità al 99,9% con i vostri file su windows, compatibilità al 90% per le vostre periferiche (stampanti, mouse, tastiera sono al 100%, rimane qualche problema con le webcam)… ed in più una chicca “geniale”… potrete testare tutto, e per bene, senza cambiare una virgola nel vostro computer… Ubuntu offre infatti la possibilità di essere provato facendolo girare da un cd-rom, in modalità “live-session” oppure di essere installato all’interno di windows, come un programma qualunque… che altro vi serve per provare?

[i numeri sono basati solo sulla mia esperienza, ma credo siano estremamente veritieri]….

… nell’era della comunicazione globale…

monologo molto divertente di Paolo Rossi…. è un po’ lungo ma molto divertente… leggetelo tutto….

Benvenuti nell’Era della Comunicazione Globale. I nostri defunti si ribaltano nella tomba per la sfiga che li ha colpiti: quella di non poter partecipare a questa Grande Era. La Grande Comunicazione Globale, poi c’è un terremoto da 200.000 vittime e dalle Hawaii dicono: “Mah, noi lo avevamo previsto con qualche ora di anticipo, solo che non sapevamo a chi telefonare…”. Cazzo! In compenso, si sono salvati gli animali. Probabilmente dalle Hawaii hanno telefonato a loro.

Nell’Era della Grande Comunicazione Globale, ci sarà pure un bufalo d’acqua con un cellulare trendy, no? E si sono salvati gli indigeni, quelli che vanno a caccia con arco e frecce, quelli dati per estinti, perchè poveracci sono fuori dalla comunicazione globale… ma hanno visto la marea che si ritirava e se ne sono andati verso l’alto, con gli animali. Nell’Era della Comunicazione Globale sessanta canali televisivi mi parlano dello tsunami e mi dicono le cose più allucinanti. L’isola di Sumatra si è spostata di trenta metri, poi trenta centimetri, poi cinque, otto, ventinove, è più alta, più bassa, più larga, più stretta, si è girata su stessa e alla fine se n’è andata completamente, l’han vista ad Alassio, vicino alla Gallinara. L’asse terrestre si è inclinato un po’…Un po’quanto?! Beh, c’è chi dice qualche chilometro, chi dice qualche centimetro… Cazzo, ma cosa accadrà?! Faremo la fine dei dinosauri? Sì, no, forse?

Nell’Era della Comunicazione Globale ti mettono in mano notizie del genere e fatti tuoi. Vedi tu se tenere da parte i soldi per comprarti un’Arca di Noé 4×4 turbo diesel con 800 cv e raggiungere mondi migliori o aspettare la morte per glaciazione. Nell’Era della Comunicazione Globale possiamo parlare con il mondo intero. Mandiamo sms,ems,mms,mail, chattiamo tutta la notte con una cicciona del Maine che fa la collezione di colesterolo e ci ha mandato la foto di una figa presa sul web, parliamo, comunichiamo, comunichiamo, comunichiamo… poi per una precedenza non data ci si spara in faccia! Se telefoni a un call center ne sanno quanto te. A volte, meno di te. Ammesso che risponda qualcuno. Ammesso che non ti sbattano il telefono in faccia.Siamo nell’Era della Comunicazione Globale e non riusciamo più a parlare con nessuno. Una volta andavi da chi ti aveva venduto un prodotto e gli dicevi: “Oh, ciccio, sta roba non mi funziona…”. Adesso devi telefonare a un numero. Verde, quando va bene. Quando non va bene paghi. Hai un problema dovuto a un loro prodotto e paghi per dirglielo. Poi paghi per stare in attesa e infine ti fanno girare così tante persone che alla fine se non hanno già messo giù loro metti giù tu. Ti hanno venduto un prodotto o un servizio che non funziona o che ha dei problemi e paghi per restare nella merda! Si è capovolto il mondo, altro che spostamento di qualche centimentro…

Nell’Era della Comunicazione Globale le comunicazioni ci arrivano anche quando non le vogliamo. Ci sommergono. Ogni giorno scarico dieci tonnellate di spam nella mia mailbox. Quotidianamente, almeno cento mail con soggetto “ENLARGE YOUR PENIS”. Vogliono vendermi un metodo per ingrandire il bigolo. Le credenziali in effetti sono ottime: mi hanno già fatto venire due coglioni così. Adesso mandano le mail non richieste con questa premessa: Ai sensi della Legge 675/96 sulla Privacy, la informiamo che il suo indirizzo E-Mail è stato rintracciato sui motori di ricerca. E quindi? Mi avete mandato una mail per restituirmelo?

Nell’Era della Comunicazione Globale ci sono quasi un miliardo di analfabeti nel mondo. Siamo tutti depressi. Le coppie si lasciano perché non c’è dialogo. I figli e i genitori non comunicano più e se comunicano è pure peggio. Papà, mi servono 300 sacchi ché devo comprarmi un hard disk, ho troppi pochi giga. Eh?! ma che cazzo dici? Ma non puoi andare ad ubriacarti in discoteca come tutti? Abbiamo smesso di parlarci e abbiamo iniziato a telefonarci solo col cellulare, più fico…poi un cell non basta, due , tre…l’importante è pagarlo almeno 500 euro ed avere quattro orecchie. Poi abbiamo smesso di telefonarci e abbiamo iniziato a mandarci gli sms. Quelli normali, quelli colorati, quelli con il disegnino, quelli con le foto e quelli con il filmato. Ciao, ti mando un filmato di me stesso mentre ti dico ciao! Ma brutto coglione, fai due passi e vieni a dirmelo in faccia che ci facciamo una birra. Siamo impazziti. Abbonati oggi e avrai 5000 sms in omaggio! 5000?! Ma che cazzo devo dire con 5000 sms? Ma a chi cazzo li mando? Gratis, ovviamente. A noi qualcuno regala sempre qualcosa. Gratis, gratis, gratis. Questa è la comunicazione: fallo subito, è gratis! Abbonati, è gratis. Clicca qui, è gratis. E’ tutto gratis! Ma voi, tranne a cari amici e parenti, avete mai regalato qualcosa a qualcuno? Non parlo di beneficenza. Parlo di prendere una cosa, magari frutto del vostro lavoro, e regalarla a un perfetto sconosciuto che passa di lì. Così, per il gusto di regalarla. Magari, non so, c’è un idraulico fra di voi. A te idraulico che stai leggendo, ti è mai successo di alzare il telefono, fare un numero a caso e dire: “Buongiorno, sono un idraulico, vuole che venga a casa sua a rinnovare i tubi del cesso gratis”?

E nell’Era della Comunicazione Globale comunichi anche quando stai zitto. Con il silenzio assenso. Una mattina ti svegli, per esempio, e scopri di avere un servizio di segreteria telefonica. E l’hai chiesto tu stando zitto! Se parlavi, magari non te lo mettevano. Ma siccome sei stato zitto… cazzo vuoi? Ti riempiono di questi servizi. Sei circondato. Anzi: è tutto intorno a te. Quando vedo la Gale ormai ho più voglia di scuoiarla che ciularmela. La Grande Comunicazione Globale e l’unica speranza che hai di comunicare con questi qui è che il Gabibbo si prenda compassione di te.

Nell’Era della Comunicazione Globale abbiamo perso il senso delle parole. Se non sei di destra sei comunista. Ma io non sono comunista! A me non piace il comunismo. Non mi piace nemmeno la sinistra, a dire il vero. Sono un lavoratore precario, non mi danno il mutuo per la casa, e il co-co-co se l’è inventato la sinistra! Allora sei un anarchico. Macché anarchico, cazzo! Ah, bene, sei irascibile, eh? Allora sei un anarco-insurrezionalista.

E allora la comunicazione globale cos’è? Chi comunica cosa? Non lo so più, non mi interessa più. Io da ora in poi mi occuperò solo della comunicazione specifica, parziale, particolare, nella mia vita. Le uniche certezze che avrò saranno quelle che potrò dimostrare. Non mi interessano i pareri di nessuno, se li sento in televisione. Se mi fa male il culo, non mi faccio dire da un programma televisivo come devo posizionarmi allo specchio, verificare se ho o meno le emorroidi e come curarle. Vado dal caro e vecchio medico e gli dico: “Buongiorno dottore, mi fa male il culo”. Saprà lui cosa fare.

Il problema è che, in questa epoca di grande comunicazione globale, quando ti fa male il culo non è per le emorroidi.

(Paolo Rossi)

Ciao piccolo fiore…

Il 31 Gennaio, un piccolo fiore, un giovane ragazzo di nome Giuseppe, è morto… se frequentate questo blog, lo avete visto nel post “Le telecamere fanno paura…”

è quel ragazzo coraggioso che è andato a gridare in faccia a Sgarbi la verità…  purtroppo, destino cinico e bastardo, è morto in un incidente sul lavoro… folgorato… non ho parole… solo un nodo alla gola che non và giù…

ciao giuseppe, mi mancherai…

Il blog di Giuseppe Gatì

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