Uguale per tutti?

Sembra ormai solo un proclama, una parola vuota per chi, povero cristo, è veramente incappato nelle maglie della giustizia italiana. Eppure il suo significato è fondamentale: vuol dire che io, tu ed il Presidente della Repubblica, davanti ad un tribunale abbiamo gli stessi diritti e siamo soggetti alle stesse leggi. Che non accettano distinzioni di nessun tipo.

Ovviamente, in molti fra voi stanno già pensando che questo avviene solo sulla carta. E purtroppo, non mi sento di darvi torto. È anche vero, però, che molti di noi non si interessano dei problemi della giustizia, e quando si vota senza essere informati, il paradosso di eleggere persone che non vogliono risolvere i problemi per i quali li hai votati si può realizzare facilmente. Fino a qualche tempo fà ci si poteva discolpare addebitando alla difficoltà d’informarsi la propria lagnusia (pigrizia nel dialetto augustano). Per questo voglio suggerirvi un blog… scoperto qualche giorno fà (con colpevole ritardo), scritto da quattro magistrati praticamente anonimi (a parte uno) e da tanti collaboratori, che spiega con parole semplici i problemi della giustizia in Italia usando un approccio a mio parere molto bilanciato. Vi invito a leggere la presentazione del blog e, se vi piace, a leggere anche i post su http://toghe.blogspot.com/

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