Il ghigno di Joker…

È leggermente inquietante la somiglianza fra il nostro ministro della giustizia e quel personaggio di Batman, il Joker… hanno entrambi un ghigno che non ispira fiducia…

Ma quello che ancor meno mi ispira fiducia sono le sue parole. Delle due l’una… o ci è o ci fa.

Nel primo caso (ci è) dimostra una ignoranza sui fatti del Santa Rita che è quantomeno disdicevole, per uno che di mestiere fà il Ministro della Giustizia. Dovrebbe sapere, il Joker, (sempre che legga almeno uno dei due quotidiani italiani più importanti) che le indagini sono cominciate per il sospetto di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” e per “falso in atto pubblico”.

Entrambe sono pene punibili con un massimo di anni sei di reclusione e quindi per le quali non verrebbe autorizzata nessuna intercettazione. Quindi non si sarebbe sollevato il velo su una strage di queste dimensioni, e questi medici avrebbero continuato indisturbati.  Il ministro ombra (che sembra più un’ombra che un ministro) prova a ricordare a Joker la verità, ma lui alza la voce e va avanti… e questo mi fà propendere più per la seconda ipotesi…

Seconda ipotesi: ci fà. E neanche questa è bella… vuol dire che è consapevole che questa legge (oltre ad aiutare il suo Padrone) aumenterà il numero degli impuniti che gireranno per le nostre strade, e non può dircelo, perché altrimenti dovrebbe spiegarci anche come mai (a parole) il governo si proclama impegnato contro l’ emergenza sicurezza… e questo è un bel dilemma perché la logica non permette soluzioni.

Vi sentite più sicuri? O forse sono solo i disonesti fra noi a sentirsi più sicuri di farla franca?

Al cittadino/a  l’ ardua sentenza…. (anche se hanno ampiamente dimostrato di fottersene delle nostre opinioni).

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Ciao Mauro

Non so quanti di voi conoscessero quest’ uomo. Sono ormai passati vent’ anni da questo omicidio, io stavo facendo i primi timidi passi nel fantastico mondo dell’ adolescenza… ma negli anni, leggendo i libri più disparati mi è capitato spesso di imbattermi nel suo nome… e quando ho compreso un po’ meglio il suo percorso di vita, la solita domanda ha cominciato a ronzare per la testa…
Perché?
ma per una volta, il perché non era rivolto ai motivi del suo omicidio (senza l’assenso della mafia non si muove una foglia, a Trapani), ma ai motivi che lo spingevano a fare certe cose, a lottare con la sola arma del giornalismo contro la mafia, in una terra che non era la sua… ma chi glielo faceva fare? non era certo uno sprovveduto, sono convinto che lui fosse estremamente consapevole dei rischi che correva… eppure… eppure stava lì, circondato solo dai suoi ragazzi, quelli che strappava alla droga… Perché?
Alla fine del video c’è una sua frase, che credo possa spiegare in parte…
” Voi a Trapani ci siete nati, io l’ho scelta per viverci e mi sento più trapanese di voi “.
In questi giorni, a qualche mese dal ventennale, siamo riusciti a sapere che il gruppo di fuoco che lo ha ucciso, era quello di Vincenzo Virga, noto boss mafioso (fonte: Articolo21). Ovviamente non sappiamo (né riusciremo mai a sapere) quali erano i mandanti ed i motivi veri di questo omicidio. Rostagno dava fastidio ai politici locali, a quelli nazionali, a Gladio, alla mafia… non c’è che l’imbarazzo della scelta…
Ma quello che mi ha colpito di più della sua storia, è l’amore incondizionato per questa terra, portatrice di bellezze folgoranti agli occhi di chi sa guardare, questo amore viscerale che lo ha spinto a lottare contro un mostro che sapeva essere quasi invincibile.

Se noi tutti siciliani, insieme, avessimo metà dell’amore che Rostagno, torinese, aveva per questa terra, la mafia non esisterebbe. E probabilmente vivremmo in un “paradiso terrestre”…